Nel 1875 nasce il gioco del tennis sul tavolo e il primo regolamento. Le palline sono di sughero o di gomma indiana. Le partite si giocano come nel tennis. Vale anche la volèe.
| 1875 | Dall'America arrivano le palline di celluloide. |
| 1875 | Il gioco viene brevettato in Inghilterra con il nome di Ping Pong. In commercio si trovano confezioni complete di racchette, palline e retina. |
| 1875 | Si stabiliscono le dimensioni del tavolo. Viene adottato ufficialmente il servizio a doppio rimbalzo. Nel gioco del doppio, per evitare che giocasse sempre un solo giocatore come a volte capita nel tennis, si sono affiancati due tavoli con una lunga retina. L'esperimento non ha avuto lunga durata per motivi organizzativi. Si è deciso così di giocare su di un solo tavolo e far rispondere i giocatori una volta ciascuno. |
| 1915 | La rivista italiana "La Domenica del Corriere" mette in premio le confezioni da ping pong per i suoi lettori. |
| 1936 | A Londra si giocano i primi mondiali. Il punteggio è ancora quello del tennis e la voléè è ancora valida. L'altezza della retina viene portata in seguito da 17,5 cm. a 15,25 cm. Nei club si sperimentano diversi punteggi di gioco. C'è chi gioca un set a 50, chi a 31 e chi a 21. I punteggi vengono modificati ed uniformati. 2 su 3 o 3 su 5 a 21. |
| 1990 | Verona, Internazionali d’Italia. Al termine delle gare, ho avuto, insieme a Costantini e Ubaldi, uno scambio di opinioni con Ogimura, presidente mondiale. Si è parlato di una pallina più grande e anche di abbassare lo spessore delle gomme che ricopre la racchetta. Ogimura faceva osservare che in certi tornei gli incontri vengono giocati con un’area di gioco equivalente ad un campo di pallavolo. Troppo spazio per far giocare solo due giocatori: si rischia di perdere la popolarità e la diffusione di questo sport. Difficile per i Clubs reperire locali idonei. Ancora più difficile trovare impianti adeguati per le gare. Ogimura riteneva anche che l’aumento del diametro delle palline da solo non fosse sufficiente, e bisognasse intervenire anche sulla racchetta. Fra le altre cose dette, ricordo che si era molto divertito, quando gli abbiamo proposto di modificare il punteggio per limitare il vantaggio dei servizi e migliorare il gioco. Gli abbiamo detto: "Perché alla fine di ogni scambio di gioco non assegnare al giocatore che ha fatto il punto un punteggio pari agli scambi che ha utilizzato per ottenerlo?" è scoppiato in una grande risata. Immaginava uno scambio che durava da 6 o 7 volte e che il giocatore che sbagliava perdeva 6 o 7 punti. Poi ci siamo salutati. E Ogimura ci ha detto: "Teniamoci in contatto". |
| 1999 | Olanda. La Cina propone al congresso ITTF di sostituire l’attuale pallina con una più grande, 40 millimetri di diametro. Per un solo voto contrario la proposta non viene accolta. |
| 2000 | Malesia. Decisione storica: il congresso ITTF accoglie la proposta cinese e a grande maggioranza approva la nuova pallina, bocciata in Olanda. Dopo l’approvazione delle racchette moderne nel ’59 a Dortmund, questa è la seconda rivoluzione importante per il tennistavolo. Il merito principale va al neo eletto presidente mondiale dell’ITTF: Adam Sharara, che ne è stato il tessitore. |
