I primi campionati del Mondo si svolgono nel 1926 a Londra e vedono la vittoria dell’ungherese Jacobi. In questi primi anni e fino agli anni ’50, cioè fino all’avvento dei giapponesi, a spartirsi i titoli mondiali sono esclusivamente atleti ungheresi, cecoslovacchi, austriaci e inglesi. Ma è soprattutto la scuola ungherese, sia a livello maschile sia femminile a farla da padrona. Qui di seguito mi fermerò brevemente a descrivere le caratteristiche tecniche e umane dei giocatori che hanno principalmente segnato quella che potremmo definire l’alba del tennistavolo.
Vince i campionati del Mondo nel 1928 a Stoccolma, dopo aver perso contro Jacobi la finale della prima edizione. Per il titolo si trova di fronte il connazionale e amico Laci Bellak. Mechlovits parte male e perde il primo set e poi il secondo. Nel terzo si trova sotto 17-20. Alla sua età, 36 anni, Mechlovits sa che è la sua ultima occasione per vincere il titolo mondiale. Stringe i denti. Recupera fino al 20-20 e vince il set. Vincerà al quinto. Mechlovits detiene due record: è il primo giocatore a penna a vincere il titolo mondiale, ed è il vincitore più anziano. È noto come "il padre del tennistavolo" in quanto è stato membro ed uno dei fondatori dell’ITTF insieme a Montagu: fu lui a stabilire le regole ufficiali e ad organizzare i primi meetings a livello mondiale. Quindi, mai titolo fu più meritato. Il suo miglior colpo è il dritto. Molto temibili sono anche i "drop shots" con i quali spesso sorprende i giocatori di difesa che giocano lontani dal tavolo. Dopo il ritiro dalle gare ha continuato a vivere di tennistavolo, insegnando il suo sport alle nuove generazioni di pongisti ungheresi.
Molti conosceranno Fred Perry per aver legato il suo nome al torneo di tennis di Wimbledon (dove ha vinto tre titoli), per la Coppa Davis vinta per l’Inghilterra o per aver dato il proprio nome ad una racchetta da tennis. Pochi sanno invece che prima di dedicarsi al tennis, Fred Perry è stato un campione anche nel tennistavolo tanto da vincere il titolo mondiale nel 1929 a Budapest. In finale si trova di fronte uno dei fortissimi giocatori di casa: Michael Szabados. Il tifo è tutto per l’ungherese. Fred viene da un’annata in cui non è riuscito a vincere nemmeno un torneo. La situazione è di quelle che fanno innervosire qualsiasi giocatore. Ma non Fred Perry. Durante il match, anche negli istanti più importanti, egli trova il tempo per sorridere e scherzare, al punto da sconcertare Szabados. Questo suo modo di fare piace talmente al pubblico che incomincia a parteggiare per lui. Szabados è sempre più nervoso e sente il titolo sfuggirgli di mano. Fred non si fa pregare e vince il titolo. Il suo gioco è prevalentemente difensivo, poco spettacolare, ma molto solido. Il rovescio peraltro sa essere molto insidioso, grazie anche al fenomenale gioco di polso con cui esegue tutti i colpi. Ben presto lascia le competizioni di tennistavolo per dedicarsi interamente al tennis. Nel nuovo sport stupisce il mondo col suo diritto "di polso" e vien da chiedersi se sarebbe stato un colpo così efficace se Fred non avesse prima giocato a tennistavolo.
