Laci Bellak è uno dei personaggi più incredibili nella storia del tennistavolo. È stato definito "il giullare del tennistavolo" per il suo atteggiamento fuori e dentro il campo. Egli gioca per puro divertimento personale e per divertire il pubblico. Non di rado cerca la giocata spettacolare, spesso impossibile anche quando il punto è sicuro con un colpo più semplice. Durante le pause di gioco entusiasma il pubblico palleggiando con lo spigolo della racchetta o colpendo ripetutamente la pallina con suola della scarpa. È un vero clown. Il suo gioco, e non può essere altrimenti, è puramente d’attacco e risulta sempre molto spettacolare.La continua ricerca del colpo sensazionale lo ha però portato spesso a perdere incontri praticamente vinti. Emblematica è stata la finale dei mondiali nel 1928 con Mechlovits. Bellak, avanti per 2-0 e 20-17 nel terzo, spreca uno dei tre match-points a disposizione per aver tentato di chiudere l’incontro con un colpo praticamente impossibile. Poi ha perso al quinto set. Non deve stupire perciò il fatto che Bellak non ha vinto nessun titolo mondiale né in singolare (ha perso altre due finali nel ’30 e ’34 con Barna), né in doppio.L’unico titolo, al di là dei trionfi nelle gare a squadre, lo ha vinto nel ’38 nel doppio misto con l’inglese Woodhead. E in che modo lo ha vinto? Ovviamente stupendo: cioè quando nessuno gli avrebbe dato la benché minima possibilità di farcela. Per anni l’ungherese Bellak rivelò una superiorità sfavillante nella tecnica del diritto e del rovescio. Questa lo portò finalista a tre campionati mondiali.
Bellak in azione, esegue un top spin di rara bellezza. Durante l’esecuzione solleva la gamba destra. Questo gesto istintivo gli consente di dare alla racchetta un movimento più rettilineo.
In questo periodo l’abbigliamento assomiglia a quello del giocatore di biliardo.
Non era concepibile che nei salotti dell’aristocrazia (dove si svolgevano allora le gare) si giocasse in pantaloncini.
