storia - tennistavolo - ping pong - racchette - leggenda - tennis da tavolo

Storia del Tennistavolo - Libro - Storia del Ping pong

Racchette Vaganti - 100 anni di Ping Pong

di Enzo Pettinelli

RICHARD BERGMANN (Aut. - Ing.)

Richard Bergmann ha vinto il primo dei suoi quattro titoli nel 1937 sotto la bandiera austriaca all’età di 17 anni. Gli altri tre titoli (39, 48, 50) li ha conquistati invece come inglese, avendo lasciato il suo paese d’origine in seguito ai tragici eventi che hanno scosso l’Europa portandola al Secondo Conflitto Mondiale. Proprio lo scoppio della guerra interrompe quella che sarebbe stata una grande carriera nel tennistavolo: viene infatti da chiedersi quanti titoli Bergmann avrebbe potuto vincere se non ci fosse stata la pausa forzata delle competizioni durata ben 7 anni. Dal punto di vista tecnico, Bergmann non può definirsi un giocatore completo: infatti è debole nel rovescio e non dispone di grandi colpi difensivi. Ma la sua forza consiste nel sopperire a queste carenze grazie ad uno stupefacente gioco di gambe che gli consente di andare ad impattare la pallina, quante più volte possibile, con il suo potentissimo diritto. Un altro punto di forza consiste nella tenacia con cui combatte su ogni punto. Bergmann colpisce ogni pallina con la massima concentrazione, che stia vincendo o perdendo, che stia giocando la finale per il titolo mondiale o una partita di allenamento. Con Bergmann inoltre il tennistavolo fa una passo avanti nel processo che lo porta da passatempo da circolo o da oratorio a sport da programma olimpico: egli infatti per primo dà grande importanza alla preparazione fisica. Il suo gioco, basato su un notevole movimento di gambe, richiede un tipo di allenamento tale da garantire ai muscoli non più solo esplosività, ma anche resistenza. A fine carriera Bergmann continua ad esibirsi in giro per il mondo giocando matches e spesso aggregandosi agli "Harlem Globetrotters".

Londra 1952 Finale d’Inghilterra

Dalla posizione del gomito, rivolto dietro, si desume che la racchetta si trovi girata sulla mano verso il diritto. Chiudendo l’avambraccio per colpire la palla, la racchetta si apre e colpisce la palla quasi in posizione verticale.
Infatti con la racchetta ricoperta di gomma con puntini duri non sarebbe possibile eseguire un top spin con l’inclinazione della racchetta come si vede nel disegno.

Londra, 1952 Internazionali d’Inghilterra

Sembra un top spin di rovescio moderno quello che sta facendo Bergmann (di fronte, contro Leach). Ricorda quello di Stipancic. La spalla e il gomito spostati in avanti lasciano pensare che la racchetta anche in questo caso si trovi girata verso il diritto.

Premiazione di Bergmann (1939 – Internazionali d’Inghilterra)

è interessante notare che durante la premiazione Bergmann e Vana sono saliti sul podio portandosi la racchetta. Bergmann la tiene in bella mostra, mentre Vana (forse perché è arrivato secondo?) la tiene dietro la schiena. Oggi i giocatori non salirebbero sul podio con la racchetta in mano. Si è persa un po’ di poesia…

1939 – Internazionali d’Inghilterra

Vana, piccolo di statura, quando eseguiva il top spin, per aumentare la spinta si sollevava da terra (lo vediamo qui di spalle in un incontro con Bergmann). La posizione dell’indice sulla racchetta lascia pensare che la racchetta venga impugnata verso il pollice.Il piede sinistro si solleva di più del destro, ricorda la tecnica di Bellak

Copyright © 2010 - Tennistavolo Vicenza . All rights reserved
e-mail: info@tennistavolovicenza.it

Statistiche TT Vicenza
Our site is valid CSS Our site is valid XHTML Strict

Web Design Contact: momoon