Johnny Leach conquista il suo primo titolo mondiale nel 1949 sconfiggendo in finale il favorito Vana. Nell’ambiente del tennistavolo la vittoria di Leach fu vista come un exploit difficilmente ripetibile. Ed invece soli due anni dopo l’inglese ha concesso il bis riconquistando il titolo a spese del forte cecoslovacco Andreadis. Quando tutti si aspettavano lo sviluppo di una carriera piena di allori e trionfi, il palmares di Leach incontra una brusca frenata, e dal ’51 in poi il pongista inglese non raggiunge più nemmeno una semifinale di singolo ai mondiali. Nelle stagioni successive alla vittoria del 1951 il suo gioco non è più all’altezza dei migliori. La causa va probabilmente ricercata più che altro a livello psicologico: Leach infatti non riesce a sopportare il peso dell’essere favorito, mentre dà sempre il meglio quando si pone tra gli outsiders. Il suo gioco è completo, senza evidenti punti deboli. Il dritto è consistente, e il rovescio solido anche se viene usato più come colpo preparatorio per il dritto che come colpo conclusivo. È sempre molto abile nel costruirsi il punto, palla dopo palla, aspettando di sferrare il colpo definitivo solo quando ha la quasi totale certezza di conquistare il punto.
Giocatore molto elegante anche in questa fase di gioco. Nonostante Leach si accinga a colpire la palla portando la gamba sinistra in avanti (posizione tecnicamente non corretta), la posizione della racchetta risulta quasi parallela alla linea di fondo. Questo ci fa supporre che la racchetta sia girata verso il diritto.
Vediamo qui sotto un momento dell’incontro tra Bergmann e Leach (quest’ultimo di spalle, in azione). La preparazione di top spin è chiusa. Sembra un colpo moderno, però l’indice si trova in una posizione tale da lasciarci pensare che l’impugnatura sia girata verso il diritto. Avanzando con l’avambraccio per colpire la palla, la racchetta si apre verso la verticale, così che il movimento andrà verso l’alto e poco verso avanti, come lascerebbe supporre la preparazione di questo top spin.
