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Storia del Tennistavolo - Libro - Storia del Ping pong

Racchette Vaganti - 100 anni di Ping Pong

di Enzo Pettinelli

GIZI FARKAS (Ung.) - Bellezza e Talento

1946, Parigi: Gizi Farkas, ungherese, tre volte consecutive campionessa del mondo e quattro secondi posti. È il primo talento del tennistavolo femminile. Bella, alta, elegante, femminile, viso luminoso. Amante della tavola e della vita. Intelligente, estroversa, allegra. Il suo gioco è completo. Fa tutto quello che le altre ragazze non sanno fare: attacca all'improvviso, usa il taglio laterale, non è ripetitiva. Costruisce il punto con colpi sempre diversi. Gioca con una Barna (racchetta ricoperta con puntini), lifta il gioco. È istintiva, è femminile, sicura e potente nei gesti. Però nel 50 verrà ferita nell'orgoglio. Ai mondiali di Budapest, il destino le farà trovare di fronte il talento più grande che la storia del tennistavolo abbia mai conosciuto. La esile, delicata, fragile, Angelica Rozeanu, rumena. Non è bella e attraente come lei. Arriva come una farfalla, e le porta via la primavera nel tennistavolo. Ma Gizi Farkas sarà sempre circondata da amici, e lentamente, darà più spazio alla vita e ai suoi piaceri. Dalla scarsa documentazione sembra che anche la Gizi usasse una impugnatura aperta nel diritto.

ANGELICA ROZEANU (Ung.) - La Farfalla

1949, BUDAPEST: Angelica Rozeanu, rumena, per 6 anni consecutivi domina la scena mondiale femminile. E' l'atleta che porta il primo titolo mondiale di tutti gli sport in Romania. Usa una difesa pura. Esile, filiforme, snodata nel fisico. La racchetta ha un manico sottile, facile da manovrare. Angelica si muove leggera con passi di danza accelerati. È come strattonata dalla racchetta che con forza va verso la palla, e lei la segue. Nel suo gioco non è mai aggressiva. Il gesto è un incrocio fra il chiudersi e l'aprirsi di un fiore, è il volo di una libellula. La sua difesa sembra una risposta di pace ad un colpo aggressivo. Quando Angelica si allunga, per recuperare il gioco con evoluzioni repentine, lo fa per rimettere le cose in ordine. Nei mondiali del 1950 a Vienna, prima di battere in finale l'ungherese Farkas, elimina in semifinale l'austriaca Pritzi al terzo set. È un palleggio di eleganza e di musicalità, che può protrarsi all'infinito. Dopo i 20 minuti il set finisce. È il regolamento, il "tempo limite": chi è più avanti vince. 5 a 4 per lei. Rozeanu, campionessa del mondo.

1957 – Mondiali

Angelica Rozeanu esegue un taglio di rovescio. Sembra che la plasticità e la leggerezza delle braccia coinvolgano il movimento delle gambe. Non si ha l’impressione che il movimento parta da terra. Il gioco è aereo, il corpo sembra senza peso e segue la racchetta.

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