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Storia del Tennistavolo - Libro - Storia del Ping pong

Racchette Vaganti - 100 anni di Ping Pong

di Enzo Pettinelli

SHIGEO ITOH - EBERHARD SCHöLER

LA FINE DELLE DIFESE

1969, Monaco: finale per il titolo mondiale

Si trovano di fronte il padrone di casa Schöler, 29 anni autodidatta e il giapponese Itoh, 24 anni. Per la prima volta nella storia in finale arrivano due giocatori con gli occhiali da vista. Schöler è pronto a scendere in campo: alto, moro, sempre curato nel fisico e elegante sia fuori che nel gioco. È un difensore di gran classe. Quando incontra giocatori non fortissimi esprime un gioco d'attacco essenziale e risolutivo. Però la massima espressione la sviluppa nella difesa tagliata, il gesto è limpido. Lancia la racchetta dietro e la spinge in avanti, la ferma quando tocca la palla. Sembra un affondo di fioretto. Braccio destro e gamba destra in avanti e braccio sinistro alto, dietro. Lui immobile, e la palla parte dove si ferma la racchetta. Intercala colpi improvvisi d'attacco, fingendoli con un movimento difensivo, sorprendendo pubblico e avversario. Gioca lontano dal tavolo e usa una racchetta con gomme lisce, (non da difensore). L'impostazione è originale, sempre la gamba destra in avanti (giocatore destro) sembra uno spadaccino. Non lo si vede correre dietro la pallina in affanno o in difficoltà; è sempre pronto a colpire da fermo con stile ed eleganza.

Il pensiero di Schöler

In un intervista gli hanno chiesto come mai abbia questa capacità; lui ha risposto che non è lui che va incontro alla pallina, ma è la pallina che viene da lui. In realtà, dopo ogni colpo, si muove velocemente per andare dove gli ritornerà la pallina. Gli spettatori guardano la pallina che va dall'altra parte, quindi non si accorgono dello spostamento di Schöler. Poi quando questa viene colpita dall'avversario, Schöler fa l'ultima correzione, così agli occhi del pubblico appare fermo con le gambe durante il movimento del braccio.

Schöler

Il pensiero di Itoh

Itoh è l'ultimo erede giapponese della rivoluzione tecnica della gomma liscia. Gioco prevalentemente di solo diritto. Spostamenti laterali impressionanti. Impugna a penna con esecuzioni d'attacco ampie e potenti di top spin. Il suo pensiero: un atleta giapponese è capace di diventare forte "nello spirito" perché con immensa serietà lotta sempre per riuscire sempre più a sapere "come dovrebbe essere un uomo" nel tennistavolo. Ha provato cinquanta racchette in un anno.

shigeo-itoh

L’incontro

L'incontro si svolge nel palaghiaccio, gli spalti sono gremiti, molti spettatori si dovranno accontentare della TV. I primi due set scorrono lisci, il tedesco controlla l'aggressività dell'avversario. Schöler conquista un punto saltando le transenne di fondo del rettangolo di gioco, difendendosi con colpi di taglio micidiali. Poi salta nuovamente all'interno del rettangolo e con un colpo d'attacco, conquista il punto. Il pubblico in piedi lo applaude per oltre 5 minuti. È un'ovazione. Forse su questo punto si è giocato il titolo mondiale. La gratificazione, l'interruzione troppo lunga, non favorisce nel tennistavolo la concentrazione. I due set sono terminati. Due a zero per Schöler. Si riprende l'incontro, è il terzo set. L'incontro è pieno di suspense. Il pubblico tedesco pregusta il primo titolo che potrebbe vincere nella sua storia. Schöler a fine set conduce per 19 a 18. Poi Schöler cederà per 21 a 9.

Itoh chiede una sosta

Siamo due set a uno per Schöler. Itoh chiede 5 minuti di riposo (oggi questa pausa non è più consentita). Si siede a terra nell'angolo del rettangolo di gioco, si copre con un asciugamano e estrae un piccolo libro dalla borsa e lo legge fino al termine della pausa. Non si saprà mai il contenuto. Itoh nel 4° set macina top spin con movimento a ventaglio impressionanti. Le gambe tozze, sempre cariche si spostano continuamente da sinistra a destra e viceversa, come nessun europeo si sognerebbe mai di fare. Poi si avventa sulla palla piegandosi in avanti come se colpisse con un'ascia, mandando all'indietro con un calcio la gamba destra. Schöler percorre tutto il suo rettangolo di gioco in tutte le direzioni senza essere visto. Poi il pubblico, lo rivede fermo, come un bersaglio che deve essere battuto. Schöler taglia e la palla sembra che corra su un filo, poi lo si vede sorgere ancora, sempre in punti diversi nella sua area di gioco. Composto, elegante, distaccato, forse già con un dolore dentro. Perderà anche il 4° set. 2 a 2. Nel quinto set Schöler sente che la storia oramai è stata scritta. È stanco, Itoh colpisce la palla sempre con più violenza. Per il pubblico finisce l'incantesimo. La palla non va più da Schöler, che ora è lontano, esausto e non più in sintonia con il gioco.

Schöler con onore

Nessuno meglio di lui saprà onorare la fine della difesa classica. Cederà il quinto set per 21 a 9. Schöler perderà la finale mondiale e senza battere ciglio stringerà la mano al suo avversario. Il pubblico sportivamente applaude, ma sente sulla pelle che un sogno è andato perduto per sempre. Itoh, nonostante la vittoria, cade in lacrime e viene portato in spalla dai compagni. Con l'avvento delle nuove gomme, nessun difensore arriverà così vicino al titolo mondiale e lentamente spariranno tutte le difese dalla parte alta della classifica mondiale.

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