1971, NAGOYA: Clenn Cowan, capitano della squadra americana di tennistavolo, viene invitato dai giocatori cinesi per una tournée in Cina. Siamo ai campionati del mondo di Nagoya. A squadre vincono i cinesi. Nel singolare vincerà lo svedese appena diciottenne Bengtsson. La Cina, per la rivoluzione culturale di Mao, aveva interrotto i rapporti politici, culturali e sportivi con tutto il mondo. Aveva lasciato la porta aperta solo alla federazione mondiale di ping pong. Ma erano quasi 10 anni che la Cina non si presentava alle gare. A Nagoya quindi il grande evento mondiale. Saltando tutti i canali diplomatici ufficiali, la Cina utilizzerà il canale della gente comune e si presenterà ai mondiali. Con estrema cordialità il Primo Ministro cinese Ciu En-Lai, aveva fatto capire durante un'intervista ad Edgar Show, che il messaggio d'apertura era rivolto da un popolo all'altro, invece che tra governi. La Cina nel mondo da 10 anni era come un'isola: non si entrava e non si usciva. La grande muraglia era ritornata il simbolo dell'incomunicabilità. All'ONU c'era Formosa che rappresentava la Cina.
Con l'isolamento prima e con la sorpresa dell'invito fatto ai giocatori americani (con effetto dirompente), si inaugura la diplomazia del ping-pong. Il caso è subito clamoroso in tutto il mondo. Seguirà l'accoglienza calorosa della squadra USA in Cina e sarà un successo pubblicitario e politico. Giornali e TV di tutto il mondo ne parlano. Intanto il presidente americano Nixon avvia la normalizzazione dei rapporti. I cinesi concludono la loro strategia diplomatica, con una tournée che toccherà molte nazioni. L'ex tre volte campione del mondo Chuang Tse-Tung (oggi Zhuang Zedong, per il cambio di scrittura) andrà in tournée in Svezia e chiuderà la carriera senza perdere mai un incontro in 10 anni.
